Come avviene la visita tricologica?

Visita tricologica: ecco come avviene.

In caso si riscontri una perdita anomala di capelli è sicuramente indispensabile rivolgersi a uno specialista, che abbia competenze tricologiche, in quanto, spesso, purtroppo, vengono erroneamente e superficialmente prescritti banali integratori, senza  una diagnosi accurata.

Il professionista, esperto di tricologia nel corso della visita procede, infatti, ad effettuare:

  • l’anamnesi con raccolta dei dati sulla storia personale e familiare del soggetto,
  • l’esame obiettivo grazie anche al tricoscopio: un video-microscopio dotato di una lente d’ingrandimento e collegato ad un monitor, che permette di valutare le caratteristiche del cuoio capelluto e sia le aree dove non sono più presenti bulbi piliferi, che quelle in cui vi è ricrescita,
  • foto del capo, dall’alto al basso, per valutare l’evoluzione e i cambiamenti del quadro clinico nel tempo,
  • un pull test, cioè un test che prevede una delicata trazione dei capelli per stabilirne la resistenza.

Quali esami effettuare dopo la Visita tricologica?

Nel caso ve ne sia indicazione, lo specialista può richiedere ulteriori accertamenti come un prelievo di sangue per valutare dosaggi ormonali, carenze vitaminiche e minerali, eventuale attività infiammatoria presente nell’organismo etc.

Vi sono, poi, dei test genetici che permettono di stimare il rischio genetico di alopecia androgenetica, fondamentali per poter intervenire contro questa problematica nei tempi adeguati e con la giusta strategia terapeutica. Il test si effettua con un semplice tampone passato sulla mucosa interna della guancia. Dopo alcune settimane si ricevono numerose  indicazioni che vengono approfondite.

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